BITTI RINASCE, TRA RELIGIOSITÁ E CANTO A TENORE

Bitti Piazza Asproni

Un nuovo articolo dedicato a Bitti e alla sua rinascita, un paese dalla profonda religiositá, con le sue venti chiese e famoso per il canto a tenore, Patrimonio dell’Unesco.

Bitti rinasce dopo i mesi passati a raccogliere i cocci di un paese devastato da una violenta alluvione. Un paese con una grande forza d’animo, fatto di persone straordinarie, che senza troppe lamentele si sono rimboccate le maniche. L’alluvione ha lasciato sicuramente un segno indelebile per i suoi abitanti, ma anche in chi, incredulo, guardava dall’esterno. I sardi, si sa, sanno essere un popolo unito e nelle disgrazie si attivano per dare una mano a chi ha bisogno. É successo anche dopo l’alluvione di Novembre, tante persone arrivate dalla Sardegna e non solo, che si sono unite per risollevare il paese. Tra le sue vie sono ancora presenti i resti dell’alluvione, la strada della ricostruzione é ancora lunga, ma é forte la forza d’animo e il coraggio di chi abita questo piccolo paese .

Oggi Bitti ringrazia tutti, aprendo gratuitamente i suoi tesori a tutti coloro che vorranno visitarla, per ringraziare chi ha aiutato il paese a rinascere.

Bitti

Bitti si trova incastonata nel verde di una macchia mediterranea fittissima a pochi passi dall’oasi di Sos Littos, una foresta demaniale ricca di laghi e vegetazione rigogliosa. Al suo interno si trova anche parte del Parco Tepilora, oggi considerato un parco regionale, che offre una grande varietá di percorsi naturalisti da fare a piedi, in bici o a cavallo.

Il paese in sé non é tanto grande con i suoi quasi 3000 abitanti e si sviluppa intorno alla piazza principale dedicata a Giorgio Asproni. Nato a Bitti, é stato un patriota e tra i piú alti esponenti della politica italiana nella seconda metá dell’Ottocento.

Bitti é anche borgo autentico, le sue strade si inerpicano nella collina, in un su e giú di vicoli stretti e case altissime. Nel suo centro storico si trova anche l’unico museo in Sardegna dedicato al Canto a Tenore, dal 2005 proclamato Patrimonio dell’Unesco. Poco fuori dal paese, invece, si trova il sito archeologico che piú caratterizza questo storico paese, Romanzesu.

Museo della civiltá contadina e patorale

All’interno del museo della civiltá contadina e pastorale vi é anche uno spazio dedicato al ballo sardo e al Canto a Tenore. Un Patrimonio intangibile dell’Umanitá che a Bitti viene raccontato in un museo multimediale ed innovativo. La struttura museale si sviluppa all’interno di una casa storica, con un cortile lastricato in cui si affacciano le varie stanze del museo. La visita inizia con la sala dedicata al Canto a Tenore, dove compaiono dei totem rappresentanti le quattro figure che compongono il canto polifonico: bassu, contra, boche e mesu boche. La boche canta testi poetici in lingua sarda e gli altri fanno da coro emettendo suoni gutturali.

Attraverso gli schermi interattivi si puó scegliere il paese di cui si vuole ascoltare il canto e il tipo, ma anche chi far cantare, in modo da capire al meglio la diversitá dei vari suoni. Il tenore si distingue particolarmente da altre forme di canto e rappresenta la forte identitá sarda. Si pensa che i suoni realizzati ricordino i suoni legati alla natura e al bestiame. É un genere di canto che ha un’ origine antichissima difficile da tracciare, probabilmente conosciuto giá in epoca nuragica e da considerarsi, oggi, espressione sociale del mondo agropastorale.

La visita continua, poi, con la seconda sala interattiva dedicata al ballo sardo. Una sala che ho trovato davvero divertente, perché si presenta come una sorta di videogioco. Sullo schermo della stanza vengono proiettate delle figure in costume sardo, che mostrano il ballo e che, come in un vero videogioco, permettono di replicare e di ricevere un punteggio in base alla bravura nell’imitazione. Ci si puó cimentare sia con il ballo di coppia che singolo.

Le altre sale, invece, sono dedicate alla civiltá pastorale e contadina. La vita di un tempo viene raccontata con attrezzi e arredamenti appartenuti al passato agropastorale.

Romanzesu

Poco distante dal paese si trova uno dei piú suggestivi siti archeologici in Sardegna, il villaggio santuario di Romanzesu. Si tratta di un complesso archeologico di etá nuragica, che testimonia il popolamento abbastanza vivace della zona. I vari edifici sacri che lo compongono sono sinonimo che la zona fosse interessata da culti diversi. Ecco perché viene definito un santuario. Ció che hanno portato alla luce gli scavi, si pensa non sia altro che parte dell’intero complesso, presumibilmente piú vasto. Un sito archeologico che ha tutte le carte in regola per essere un parco archeologico, grazie anche ai numerosi e differenti ritrovamenti. Romanzesu, per il suo valore storico e paesaggistico é sicuramente uno luoghi piú affascinanti da visitare. Sul sito trovate tutte le info https://www.romanzesu.sardegna.it/

Non perdetevi la visita di questi luoghi, sapranno regalarvi una buona dose di cultura sarda e ne resterete affascinati dalla sua storia e dall’ospitalitá dei bittesi.

Ciao a tutti, mi chiamo Marta, mi definisco un'instancabile sognatrice, con la passione dei viaggi zaino in spalla e una gran voglia di vivere e scoprire. Vi racconterò della Sardegna e dei mie viaggi nel mondo!

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