LA GALTELLÍ DELEDDIANA, RIVIVE SULLE TRACCE DI GRAZIA DELEDDA

Canne al vento

Grazia Deledda scriveva di Galtellí:

“Ecco ad un tratto la valle aprirsi e sulla cima a picco di una collina simile ad un enorme cumulo di ruderi, apparire le rovine del castello. L ‘ occhio stesso del passato guarda il panorama melanconico, roseo di sole nascente, la pianura ondulata con le macchie grigie delle sabbie e le macchie giallognole dei giuncheti, la vena verdastra del fiume, i paesetti bianchi col campanile in mezzo come il pistillo nel fiore.

Canne al vento

La Galtellí deleddiana, rivive sulle tracce di Grazia Deledda e su quello che é stato uno dei suoi romanzi piú importanti per la sua carriera. Strade lastricate, chiese che si perdono nella storia dei millenni, il Tuttavista che protegge il paese dall’alto. Un misto di tradizione e religione fanno di Galtellí un paese avvolto in un’aurea di mistero, un paese che racconta attraverso le sue vie storie di tempi lontani che hanno lasciato il segno.

Il parco letterario all’interno del paese, ripercorre vari momenti del romanzo Canne al vento in cui l’autrice, che visse qui presso la famiglia Pintor, descrive minuziosamente la vita dell’epoca tra la fragilitá umana e l’arrendevolezza di un destino ormai segnato. Gli uomini vengono appunto visti fragili come canne al vento, un vento contro il quale non si puó nulla.

Grazia Deledda

Grazia Deledda é nota per essere la prima donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la letteratura nel 1926. Nacque a Nuoro da una famiglia benestante. Si appassionó molto presto alla lettura e alla scrittura, nonostante avesse frequentato solo la quarta elementare. Contro ogni ostacolo famigliare e sociale, Grazia inizia a scrivere le prime novelle. Pubblicate per la prima volta in un giornale di Nuoro, daranno inizio alla sua carriera di scrittrice.

Canne al vento

Canne al vento é stato il suo romanzo piú conosciuto, che le é valso il Premio Nobel, in cui predominano la fragilitá degli esseri umani e il dolore di un’esistenza inesorabile. Il romanzo é interamente ambientato a Galte (Galtellí), un piccolo paese delle Baronia, in cui Grazia fu spesso ospite della famiglia Pintor, composta da padre, madre e le tre figlie. Una famiglia inizialmente benestante, descritta nel romanzo sotto l’ombra della frustrazione e la sottomissione ad un padre violento e retrogrado, intento a salvare in maniera ossessiva l’apparenza della famiglia nella societá del tempo. Un’ossessione che li porterá a un lento declino, tra drammi e svariate vicissitudini.

Il parco letterario

A Grazia e alla sua opera é oggi dedicato il parco letterario di Galtellí. Un percorso che comprende le tappe piú salienti del romanzo e i luoghi che sono stati raccontati in Canne al vento. Il percorso parte dal Museo Etnografico e si snoda per le viuzze di Galtellí, tra chiese e case storiche, per terminare nel parco della Chiesa di San Pietro.

Il parco fa parte di altri parchi letterari dedicati a Grazia Deledda, oltre a quello di Nuoro vi é quello di Orune. Tutti offrono degli itinerari basati su alcuni dei suoi romanzi.

Galtellí

Galtellí é un altro dei borghi autentici della Sardegna, (vedi anche AGGIUS, BANDIERA ARANCIONE E BORGO AUTENTICO DELLA SARDEGNA). Situato in Baronia ai piedi del monte Tuttavista, con una storia millenaria, crocevia di tante culture, che convogliano in un presente ricco di tradizioni. Il paese é stato interessato anni fa da un progetto di riqualificazione del centro storico, che oggi si presenta come uno dei piú caratteristici in Sardegna.

Le vie acciotolate e le case antiche sono il segno del lungo passato di questo borgo, abitato sin dalla preistoria. Galtellí fu insediamento romano e fece parte del Giudicato di Gallura, il periodo d’oro per il paese che al tempo ospitava anche la sede vescovile. Inoltre fece parte del Giudicato d’Arborea sino all’arrivo degli Aragonesi, che occuparono l’area.

Cosa vedere a Galtellí?

Oltre al parco letterario, cosa vedere a Galtellí?

Sicuramente il Museo Etnografico, ospitato nella vecchia casa Marras. Il museo si sviluppa intorno a un ampio cortile in pietra, che un tempo era molto animato. Mostra ancora oggi la civiltá contadina e pastorale, in un percorso che si muove attraverso varie stanze. Dalla lavorazione del grano, alla tessitura e alla lavorazione della vigna, si potranno rivivere le tradizioni baroniesi, in un’antica residenza arredata con i mobili dell’epoca.

Tra le cose da vedere anche le chiese, luoghi di cultura e religione che custodiscono gran parte dell’anima di Galtellí. La Chiesa del Santissimo Crocifisso, ospita al suo interno la statua del Cristo Miracoloso del 1300. Secondo una leggenda si dice che abbia sanguinato per ben tre volte ed é per questo che oggi é un simbolo della religiositá per tantissimi credenti. Dall’altro lato della piazza, si trova la Chiesa di Santa Croce, oratorio della confraternita.

Nel romanzo deleddiano compare anche la chiesa medievale di San Pietro, che ospitava la diocesi di Galtellí. La chiesetta in stile romanico pisano, ha conquistato in modo particolare il mio interesse per la sua raritá. Al suo interno, infatti, sono stati riscoperti degli antichi affreschi, che rappresentano scene del vecchio e del nuovo testamento. Il significato storico e religioso dona parecchia importanza a questo luogo. Si pensa, infatti, che gli affreschi siano stati commissionati direttamente dalla Chiesa di Roma e sono tra i piú antichi in Sardegna, insieme a quelli della Basilica di Saccargia. Proprio per questo motivo é una chiesa molto particolare che merita una visita.

Intorno alla chiesa si trova poi un bellissimo parco che ospita il cimitero e anche un monumento dedicato a Grazia Deledda. L’opera é stata disegnata da Alessandro Desantis, un libro aperto realizzato da Angelo Serra in marmo di Orosei con a fianco canne in ferro battuto di Franco e Federico Roich, che sorge in un luogo che fu di grande ispirazione per la scrittrice.

Cosa fare a Galtellí

Tra le cose da fare a Galtellí, vi consiglio di visitare i suoi castelli. Il ricco patrimonio storico, vanta di ben due castelli.

Se volete fare un’esperienza diversa e dormire in un posto particolare, il Castello Malicas, fa per voi. Si tratta di una residenza all’interno del paese risalente al 1900. La sua costruzione fu opera di un nobiluomo lombardo, Paolo Guzzetti, che affascinato dal paese decise di stabilirsi qui e costruire la propria residenza di caccia. Oggi ospita un caratteristico albergo, le cui stanze sono arredate in stile sardo e ognuna prende il nome dei vari personaggi di alcuni dei romanzi di Grazia Deledda. Se vorrete rivivere l’atmosfera deleddiana, questo albergo non puó che fare al caso vostro. Intorno alla struttura si trova anche il parco comunale Malicas, una piccola oasi di verde in cui rilassarsi godendo di una splendida vista sul monte. Per info e prenotazioni https://www.castellomalicas.com/

L’altro castello é invece quello di Pontes, qui non si puó dormire, ma é sicuramente da visitare per la testimonianza storica che ha lasciato. Si trova in un promontorio che nel Medioevo, in cui fu abitato, garantiva il controllo del territorio. É visibile anche dalla strada che porta verso Orosei, ed é uno dei luoghi protagonisti di Canne al vento.

“I fantasmi degli antichi Baroni scendevano dalle rovine del castello sopra il paese di Galte

grazia deledda

Immenso e imponente si erge sopra il paese il monte Tuttavista. La sua bellezza paesaggistica lascia senza fiato e il suo interesse naturalistico, lo rende una delle mete piú belle nella quale dedicare un po’ di tempo ai vari percorsi di trekking e stare a contatto con la natura, ammirando dall’alto l’intero Golfo di Orosei.

Sono rimasta molto affascinata dalla storia e dalla cultura di Galtellí e forse lo devo alla mia collega guida Marzia, che con tanta passione mi ha accompagnata alla scoperta del suo paese. Una guida locale é una garanzia per vivere appieno la bellezza di questi luoghi nascosti e poco conosciuti.

Ciao a tutti, mi chiamo Marta, mi definisco un'instancabile sognatrice, con la passione dei viaggi zaino in spalla e una gran voglia di vivere e scoprire. Vi racconterò della Sardegna e dei mie viaggi nel mondo!

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