COSA FARE NEL SULCIS IGLESIENTE, TRA MARE E MINIERE

Masua

Eccomi ancora qui a raccontarvi un po’ della mia isola e cosa fare nel Sulcis Iglesiente, tra mare e miniere. Vi porto alla scoperta della parte costiera che da Buggerru porta a Nebida. La sua ricchezza non ha paragoni, soprattutto per le spiagge incontaminate e le miniere, che sono la vera essenza di questi posti spettacolari. Non é facile raccontarli a parole, credo vadano vissuti in prima persona. Si tratta di una zona poco turistica e conosciuta rispetto ad altre in Sardegna, forse perché non é facilmente raggiungibile a causa delle strade tutte curve. Questi luoghi stupendi meritano comunque di essere visitati, sia per l’aspetto naturalistico che per quello storico. Qui i Fenici e i Cartaginesi videro lontano, la zona infatti era ricca di depositi minerari. Buona parte delle miniere sarde dismesse si trova qui, in cui il paesaggio selvaggio fa da padrone.

Buggerru

L’itinerario inizia da Buggerru, un tempo borgo minerario che oggi fa parte del vasto patrimonio di archeologia industriale della Sardegna. Si estende all’interno di una sorta di insenatura che conduce poi al porto turistico, dall’alto della strada panoramica appare quasi come una piccola baia. Raggiungerlo dal nord o centro dell’isola, non è proprio semplicissimo a causa delle strade poco scorrevoli, che allungano tanto i tempi di percorrenza. Ma il bello del viaggiare è anche questo, prendersi del tempo, senza fretta e godersi anche le curve.

Buggerru mi ha affascinata tantissimo per la sua storia. In pochi sanno che un tempo veniva chiamata la “petit Paris”, la piccola Parigi, per i tanti dirigenti minerari che con le loro famiglie si erano stabiliti nel borgo, creando un certo ambiente culturale. Nel centro, infatti, c’era anche un cinema e un teatro, il cui accesso era riservato solo all’alta società francese.

D’altro canto, invece, c’erano i minatori che lavoravano in condizioni disumane, per poche lire al giorno. Per anni Buggerru ha vissuto nella contraddizione di due mondi completamente diversi, che convivevano in pochi chilometri quadrati. La sua storia viene ricordata per un fatto molto tragico. In seguito al peggiorare delle condizioni di lavoro, i minatori, riuniti nella Federazione dei minatori, decisero di indire uno sciopero che gli costò molto caro e per cui tre di loro persero la vita e altri rimasero feriti. Il fatto verrà in seguito ricordato come l’Eccidio di Buggerru e per il quale fu indetto il primo sciopero generale in Italia.

Oggi il simbolo di questa vicenda é la Galleria Henry (https://www.visitbuggerru.it/prenotazioni-galleria-henry), messa in sicurezza e resa accessibile al pubblico, in cui ripercorrere le orme di un passato minerario, che ha visto come protagonisti tanti sardi e non solo. Un lavoro ormai dimenticato e non più praticato, tanto usurante e mal pagato.

Buggerru offre varie possibilità di pernottamento, dall’hotel, al piccolo B&B, al campeggio, come quello che abbiamo scelto noi. Si chiama Ortus de Mari, un posto super attrezzato, immerso in una tranquilla pineta, pulito e davvero comodo per tutti.

Buggerru

Cala Domestica

Da Buggerru sarà facile raggiungere uno dei piccoli paradisi sardi, Cala Domestica. L’arrivo è un po’ strano, sembra quasi di entrare dentro un canyon che attraverso una distesa di sabbia finisce poi in mare. Qui non c’è rete per i telefoni e se avete intenzione di isolarvi dal mondo e godervi una giornata tranquilla, questo è il posto adatto!

Sulla sinistra della spiaggia si trova il sentiero per salire sino alla torre e ammirare le cale dall’alto. La salita non è per niente faticosa, si impiegano si e no 10 minuti, ma se lo fate mettete le scarpe chiuse, perché il terreno non è lineare. La bellissima vista, una volta in cima, vi darà un’ampia visione anche su un’altra caletta raggiungibile sempre da Cala Domestica. Sulla destra della spiaggia principale, infatti, si trova un percorso ben segnalato in mezzo agli scogli, che attraverso un arco, permette di raggiungerla a piedi.

Le foto parlano da sé, un vero capolavoro della natura!

Cala Domestica
cala domestica

Pan di Zucchero, Masua e Porto Flavia

Il Sulcis Iglesiente l’ho amato dal primo istante, le sue strade panoramiche regalano paesaggi che hanno del surreale. Quando in lontananza vedrete il faraglione di Pan di Zucchero e Masua, resterete estasiati da tanta bellezza.

Pan di Zucchero, é il più alto faraglione in tutto il Mediterraneo, inserito in una cornice meravigliosa. Qui si possono fare suggestive visite in barca, kayaking, immersioni e per i più avventurosi, percorrere le vie ferrate lungo le pareti rocciose. Il suo nome deriva dal portoghese Pão de Açúcar, ovvero il celebre colle della baia di Rio de Janeiro. Si erge davanti alla spiaggia di Masua, un’ex località mineraria, oggi diventata balneare.

Di fronte a questo isolotto si affaccia la galleria di Porto Flavia, la più bella in Sardegna a livello paesaggistico. Una costruzione unica al mondo, realizzata con un sistema rivoluzionario, che consentiva di caricare il materiale estratto dalla vicina miniera di Masua direttamente sulle navi, attraverso un nastro trasportatore. L’innovazione stava nell’abbattimento dei costi di imbarco, che con questo sistema si ridussero notevolmente.

La visita guidata é l’unico, ma anche il miglior modo per visitarla, soprattutto se avete la guida Maria, che col suo raccontare semplice, coinvolgente ed esaustivo, riesce a suscitare tantissimo interesse. Se volete scoprire di più sulla zona e restare sempre aggiornati, la trovate nel suo profilo Instagram https://www.instagram.com/maria.paolucci/

Per la visita sono necessarie le scarpe chiuse, volendo le affittano anche all’esterno vicino al ticket office. Si possono effettuare visite guidate tutto l’anno, ma nel periodo di alta stagione è consigliata la prenotazione. Per qualsiasi altra informazione trovate tutto sul sito http://www.visitiglesias.comune.iglesias.ca.it/it/vacanza/biglietteria-online/.

Pan di Zucchero

porto flavia

Nebida e Laveria Lamarmora

Proseguendo sulla strada SP83 da Masua arriverete a Nebida, un piccolo paese che si affaccia sul mare. Non è molto attraente a livello architettonico, ma lo è sicuramente a livello paesaggistico. All’uscita del paese, in una grande piazza sulla destra, partono degli itinerari che vi faranno scoprire la bellezza di questi luoghi. Uno di questi è quello che porta alla Laveria Lamarmora. Si tratta di uno dei complessi minerari in cui lavoravano le cernitrici, che selezionavano e lavavano i minerali estratti. Scendere e risalire i tantissimi gradini è un po’ faticoso, ma avrete di sicuro una vista a 360° di tutto il comparto minerario di quel breve tratto tra Porto Flavia e Nebida, dove il confine tra terra e mare sembra quasi scomparire.

Laveria Lamarmora

Non potete poi andare via senza gustare le specialità di pesce dei due ristoranti che si trovano proprio nella piazza, l’Oasi e Dal Capitano!

Questo breve articolo non é altro che un piccolo assaggio di questi posti stupendi, che sembrano essere quasi lontani dalla civiltà, tra natura, miniere e mare. Ve ne innamorerete come è successo a me ed è proprio per questo che tra non molto tempo vi racconterò dell’entroterra, custode di una storia antichissima.

Stay tuned & travel!

Ciao a tutti, mi chiamo Marta, mi definisco un'instancabile sognatrice, con la passione dei viaggi zaino in spalla e una gran voglia di vivere e scoprire. Vi racconterò della Sardegna e dei mie viaggi nel mondo!

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