COSA VEDERE A SARDARA, BORGO DAL FASCINO MEDIEVALE

sardara

Cosa vedere a Sardara, un borgo dal fascino medievale, che si adagia tra le colline della Marmilla a pochi chilometri da Cagliari.

La sua posizione agevolata, molto vicina alla 131, la rende facilmente raggiungibile e unica per una vacanza lontana dal turismo di massa e all’insegna del benessere.

Sardara, infatti, è nota per le acque termali, conosciute sin dall’epoca romana. Benessere, natura e storia sono il mix perfetto che rendono questo luogo ideale per rilassarsi e perdersi nel tempo.

panorama castello monreale

Cosa vedere a Sardara?

Un breve itinerario su cosa vedere a Sardara e visitare al meglio la città.

Centro storico

Un centro storico caratteristico, frutto di un grande lavoro di recupero, dove si conservano bene le tipiche case campidanesi con i bellissimi portali. Tante di queste conservano ancora gli architravi che distinguevano l’appartenenza delle famiglie, come fabbri, vignaioli, falegnami e sellai. Suggestive sono le varie strutture religiose ognuna delle quali ha una sua particolarità.

centro storico sardara

La Chiesa di San Gregorio, è uno dei monumenti gotici più significativi in Sardegna grazie ai suoi raffinatissimi dettagli architettonici. Edificata nel 1300 da maestranze pisane, sorge nella parte alta del paese ed è fatta interamente di blocchi di calcare. Recenti restauri hanno fatto riemergere simboli e croci bizantine, con scritte in greco e latino. Questo fa supporre che la chiesa sia stata frequentata dall’ordine dei templari, che ha lasciato numerose testimonianze in Sardegna.

chiesa san gregorio sardara

La Chiesa di Sant’Antonio da Padova, costituisce un importante esempio di architettura barocca nel Campidano. Appartiene al XVII secolo e presenta una pianta basilicale divisa in tre navate. Peculiare è la cupola ottagonale impreziosita da tessere policrome.

chiesa sant'antonio da padova sardara

Nel centro storico si erge anche un altro monumento religioso, la Chiesa delle Beata Vergine Assunta con il suo altissimo campanile che svetta sui tetti dell’intero paese. Al suo interno sono presenti alcune statue lignee di fattura romana, tra le più belle in Sardegna.

beata vergine assunta sardara

Villaggio nuragico Sant’Anastasia

Tra i più bei siti archeologici della Sardegna, merita una menzione importante il villaggio nuragico di Sant’Anastasia con pozzo sacro, che si sviluppa proprio nel centro storico. Davvero singolare per la sua collocazione, si pensa appartenesse ad un complesso nuragico più esteso di quello che noi riusciamo a vedere oggi.

pozzo sant'anastasia

L’area di Sant’Anastasia è l’unica ad avere quattro pozzi nuragici, a testimoniare quanto fosse forte il legame col culto dell’acqua. Il pozzo sacro più grande è al centro del complesso nuragico ed era da tutti conosciuto come sa funtana de is dolus, la fontana dei dolori. Si credeva che le sue acque fossero magiche e curative.

Un sito archeologico in cui è possibile ammirare diversi periodi storici, adiacente al pozzo, infatti, sorge la Chiesetta di Sant’Anastasia. Costruita successivamente, al suo interno custodisce un pozzo votivo di età nuragica, che ha restituito tantissimi reperti archeologici, conservati nel museo archeologico di Villa Abbas.

museo archeologico sardara

Avevo sentito tanto parlare di questo pozzo sacro e di quanto fosse unico, ma vederlo dal vivo lascia letteralmente senza parole per la suggestione che riesce a trasmettere. L’ingresso fatto di grossi blocchi di pietra non lavorata, conducono al fondo del pozzo, in un’atmosfera magica in cui il silenzio viene interrotto dal lieve scroscio dell’acqua.

pozzo sacro sant'anastasia

Insieme a questo splendido sito archeologico non dovete perdervi il Museo Archeologico Villa Abbas, che attraverso un itinerario ben organizzato vi farà rivivere i diversi periodi storici di Sardara e del vicino territorio. Uno dei musei più interessanti per approfondire la conoscenza della civiltà sarda.

È allestito all’interno di una costruzione del primo decennio del secolo scorso (1914), precedentemente adibita a Municipio, caserma, scuola elementare e in seguito interamente restaurato. 

Il ticket combinato col sito archeologico di Sant’Anastasia costa solo 5 euro, aperto tutti i giorni tranne il lunedì negli orari 09-13/ 16-19.

Castello Monreale

Impossibile non notare il colle di Monreale con la sua forma a piramide che in cima ospita l’omonimo castello. Il guardiano del Medio Campidano, oltre ad essere stato fortezza fu anche residenza reale e molto importante fu la sua funzione in età giudicale.

castello monreale

Poco prima dell’Hotel Sardegna Termale, imboccate la stradina sulla sinistra e seguite le indicazioni dei cartelli che vi conducono al castello. Arriverete all’ultimo tratto percorribile in auto e una volta parcheggiata, potrete percorre a piedi il tratto in salita sino al castello. Al momento non è gestito, quindi l’ingresso è libero.

Il panorama dall’alto è meraviglioso, una visuale che domina il Medio- Campidano in cui si può toccare il cielo con un dito, vale sicuramente la pena salirci al tramonto, resterete davvero senza parole!

vista castello monreale

Insieme al Castello di Las Plassas e a quello di Arcuentu, costituiva la linea di difesa della parte sud del Giudicato di Arborea, a cui apparteneva. Eretto nel 1324 fu residenza regale e qui vi soggiornarono personaggi illustri come Mariano IV ed Eleonora. Il castello raggiunse all’epoca il suo massimo splendore e veniva abitato per lunghi periodi dalla “corte” arborense, come riposo o cura grazie alla sua vicinanza alle terme di Santa Maria Acquas.

Il castello è stato edificato su resti di strutture nuragiche tra il IX e il X secolo presumibilmente su progetto dell’architetto Giovanni Capula, lo stesso delle torri dell’Elefante e di San Pancrazio a Cagliari. Al momento questa è solo un ipotesi.

castello monreale sardara

La fortezza fu teatro di guerra, nonché prigione, luogo di esecuzioni capitali e soprattutto rifugio dell’ultimo giudice arborense, Guglielmo III di Narbona. Anni dopo passò ai conti di Quirra e in seguito riconquistato da Leonardo Alagon, erede degli Arborea. Poi divenne carcere fino al XVII secolo, infine cadde in disuso.

Terme Santa Maria Acquas

Il rapporto con l’acqua di Sardara è stato sancito già in epoca nuragica e tenuto vivo in epoca romana per arrivare ai giorni nostri. Le antiche Termae Neapolitanae vennero inglobate negli edifici delle prime terme moderne della Sardegna nei primi del Novecento.

terme di sardara

I Romani furono i primi a fare le cose in grande costruendo le famose Aquae Neapolitanae, che assieme a quelle di Forum Traiani, Fordongianus, rappresentano le principali edificazioni termali di tutta l’isola.

terme sardara

Oggi purtroppo si possono visitare solo i resti di quello che rimane, ma se siete amanti del relax, potrete trascorrere quaalche giorno in una delle vicine strutture termali. Spa, centro benessere, ottima cucina e le tante proprietà curative dell’acqua termale di Sardara, saranno un ottimo aiuto per rigenerare il corpo e lo spirito.

Nelle vicinanze sorge anche la piccola Chiesa di Santa Maria Acquas, meta di pellegrinaggio da parte di tantissimi fedeli nei giorni della festa a settembre.

chiesa santa maria acquas

Qui alcuni link utili http://www.termedisardara.it/, https://www.sardegnatermale.it/

Le vecchie miniere

A testimonianza del fatto che il territorio intorno a Sardara fosse di notevole importanza, ci sono anche i resti di vecchie miniere, ormai dismesse.

La Soc. Monreale venne costituita nel 1949 per la ricerca e la coltivazione del giacimento filoniano di Sardara. Le miniere sorgono nella parte collinare risalente al Paleozoico, isolata rispetto al Campidano, geologicamente più giovane.

miniera monreale

In questa zona si coltivava sia piombo che fluorite, oltre a una piccola parte di barite biancastra e calcite. Le donne si occupavano, come in altre miniere del territorio, della cernita dei minerali accumulati nel pazziale dopo l’estrazione, preparandoli al trattamento nelle laverie.

La miniera ha raggiunto il suo apice intorno agli anni sessanta con quasi 400 operai, ma con l’affievolirsi dei filoni mineralizzati cessò la sua attività nel 1978 .

Mercato di Sardara

Interessante e da non perdere è la visita al Mercato di Sardara, situato nel centro storico della città. Qui sono presenti attività commerciali ed artigianali che si svolgono da più di 50 anni nello stesso locale. Inoltre, hanno mantenuto insegne e arredi originari significativi per la tradizione e la cultura Sarda.

L’obiettivo è quello di valorizzare e salvaguardare la storia della città e le botteghe storiche, simbolo di una cultura radicata nel tessuto urbano e nel vissuto quotidiano dei cittadini.

Il mercato lo trovate aperto tutti i giorni tranne il sabato pomeriggio e la domenica negli orari 08-13 / 16-20.

Una destinazione di viaggio attrattiva che ha puntato tanto sul benessere e la cura della persona, ideale per una vacanza rilassante e a contatto con la natura.

Ciao a tutti, mi chiamo Marta, mi definisco un'instancabile sognatrice, con la passione dei viaggi zaino in spalla e una gran voglia di vivere e scoprire. Vi racconterò della Sardegna e dei mie viaggi nel mondo!

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