TINNURA E FLUSSIO, DUE PASSI NEI PAESI DELL’ARTE

Piazza Tinnura

Tinnura e Flussio, i due paesi dell’arte, separati solo sulla carta, sorgono entrambi su un altopiano basaltico a pochi chilometri da Bosa. Sto parlando della Planargia, una regione dove le distese di grano si perdono a vista d’occhio, regalando colori spettacolari a ogni stagione. L’oro dei campi e il verde della vegetazione, spiccano sul cielo azzurro creando paesaggi che sembrano quadri. Se siete fortunati potrete anche ammirare il cielo decorato da qualche nuvola bianca, che dona al paesaggio l’aspetto di una galleria d’arte.

Tinnura il paesino dei murales, chiamato anche il paese dell’arte, Flussio conosciuto per i lavori di intreccio dei cestini, chiamati corbule, e dei canestri fatti di asfodelo.

In questo scenario impressionistico, compie una delle sue tratte il Trenino Verde, che viaggia alla scoperta dei paesaggi della Malvasia. Non perdetevi una passeggiata tra i binari nell’antica stazione ferroviaria di Tinnura o di Tresnuraghes. (Vedi anche IL TRENINO VERDE, A SPASSO CON LAWRENCE).

Flussio

Il paese di Tinnura è collegato a Flussio senza soluzione di continuità ed è conosciuto per la manifattura dei cestini di asfodelo, canna e salice. Un’arte autentica questa dell’intreccio che, come altre, viene conservata e tramandata di generazione in generazione. I cestini sono delle tipiche manifatture sarde, impiegate nei suoi usi più vari, da contenitore per pane e dolci, a elemento di decoro per pareti o mobili. In antichità questi contenitori rustici venivano utilizzati per il trasporto delle derrate alimentari o per la panificazione.

Flussio cestini
murales Flussio

In aprile viene fatta la raccolta dell’asfodelo e proprio per quell’occasione viene celebrata la manifestazione “Tirende isciareu” (raccogliendo l’asfodelo). Un’esperienza di vita autentica, che anima il paese durante l’essicazione dei fasci di asfodelo nei cortili, piazze e vie. I racconti delle persone sono sicuramente la parte più importante di quest’arte che risiede nella cultura e nella storia di questi luoghi.

belvedere Flussio

Flussio custodisce anche un museo dell’intreccio, che rappresenta l’essenza di questo piccolo paese insieme all’ottima Malvasia, uno dei vini tipici di questa zona.

Tinnura

Il piccolo comune di Tinnura è ormai diventato famoso grazie ai murales che abbelliscono le pareti del paese. Pitture che mostrano le tradizioni del mondo agropastorale, radicate fortemente nella cultura di questo luogo. Dalla pastorizia all’agricoltura, alla mietitura, che in questa zona ha una notevole importanza. Qui, infatti, veniva prodotta una varietà sarda di grano, chiamata “grano Capelli“, dal nome del Senatore che aveva modernizzato l’agricoltura in Puglia.

murale mietitura tinnura

Raffaele Capelli permise al genetista Nazareno Strampelli di sperimentare i suoi studi sulla cerealicoltura nei suoi campi. Grazie a queste ricerche, Strampelli riuscì a trovare un grano resistente a tutte le malattie e con una resa notevole per gli agricoltori. Nacque così il padre di tutto il grano duro, che si rivela essere un ottimo grano adatto ai territori più poveri e argillosi e che possiede delle eccellenti qualità proteiche e di pastificazione.

murales tinnura

La recente notorietà di Tinnura, però, è dovuta ai suoi murales, che abbelliscono le casette del paese. Grazie a un progetto di riqualificazione affidato a vari artisti, il paese è riuscito ad avere una nuova veste ed essere un’attrattiva per i tanti turisti che arrivano da queste parti.

vendemmia tinnura

Oggi Tinnura è un museo a cielo aperto a cui la costante attività artistica ha apportato tanta bellezza. Il piccolo centro appare come un’opera d’arte perfettamente integrata nell’architettura esistente.

festa tinnura murales

Il progetto è iniziato anni fa, con un concorso che aveva l’intento di abbellire il paese, coinvolgendo vari artisti da tutta l’isola. I partecipanti dovevano creare dei disegni, che sarebbero diventati murales e che dovevano raccontare la storia del luogo. A vincere quel concorso fu Pina Monne, un’artista di Irgoli trasferitasi poi a Tinnura, con la passione immensa per la pittura.

Pina Monne

Pina oggi è una cittadina di Tinnura, nonostante non abbia mai abbandonato le sue origini baroniesi. Sin da piccola la sua passione la porta a disegnare costantemente, colori e pennelli sono i suoi giochi preferiti. Si appassiona talmente tanto che al liceo vorrebbe scegliere gli studi artistici e portare avanti questo suo grande amore per l’arte. La sua famiglia però, non capendo la sua dote, vuole che studi qualcosa che le garantisca un lavoro. Pina inizia e finisce gli studi magistrali e inizia dopo qualche anno a lavorare in un asilo nido. Negli anni non smette mai di dipingere e presto abbandonerà il suo lavoro, per seguire la sua passione. Inizia a lavorare duramente in un laboratorio di ceramica, ma dopo sei anni capisce che il suo destino è un altro.

ceramica pina monne

La passione viscerale non le dà tregua, una voce dentro di lei le grida che quella non è la sua strada e decide di partecipare al concorso di Tinnura “Concorso di idee”. Si lascia convincere dall’allora parroco, che in lei aveva riconosciuto un grandissimo talento. Partecipa quasi senza crederci, con l’arrendevolezza di chi ha preso troppe porte in faccia. La fortuna vuole che a vincere quel concorso fosse proprio lei, dando inizio, così, alla storia dei murales di Tinnura. Oggi Pina vive qui, nella casa acquistata e restaurata di recente.

pina monne

Negli anni altri artisti hanno partecipato e hanno contribuito a rendere questo paese un’attrattiva per i visitatori che vi si fermano, incuriositi da queste grandi opere. Tra i vari artefici che hanno dato un contributo artistico, c’è anche Angelo Pilloni, il pioniere del muralismo sardo legato alla tradizione. Non si tratta più del muralismo nato come forma di protesta politica, ma come forma di riscatto sociale. Quello stesso riscatto che aveva voluto Pinuccio Sciola iniziando i murales a San Sperate. Questa però è un’altra bella storia che vorrei raccontarvi presto.

Da non perdere

Per ora non posso fare altro che consigliarvi di andare presto a Flussio e Tinnura e perdervi tra le loro viuzze. Ammirerete le bellissime opere d’arte, che parlano di antiche tradizioni, non poi così tanto lontane dal nostro tempo. Nelle vicinanze, inoltre si erge la perla della Planargia, Bosa, con le sue casette colorate.

Se avete più tempo potrete fare un salto anche a Semestene, in cui Pina Monne ha realizzato diversi murales, tra cui il più famoso, “Il Mietitore”. Oppure fare un giro alla stazione ferroviaria di Tresnuraghes e visitare il suo centro storico molto caratteristico.

il mietitore semestene
stazione Tresnuraghes

Sicuramente un tour diverso dalle solite tratte, ma che vi sorprenderà per la ricchezza del suo paesaggio, che si perde tra distese pianeggianti e collinari, dove il basalto narra la storia millenaria di queste terre.

Ciao a tutti, mi chiamo Marta, mi definisco un'instancabile sognatrice, con la passione dei viaggi zaino in spalla e una gran voglia di vivere e scoprire. Vi racconterò della Sardegna e dei mie viaggi nel mondo!

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